Finzioni.

In questi giorni specialmente sento una fragilità interiore, come se stesse per traboccare, da un momento all’altro, tutto il dolore trattenuto. Sento che il mondo che conoscevo un tempo sta scomparendo e che non so cosa troverò, là fuori, quando…

Godot.

La notte precedente all’apertura della lista ho sognato topi neri. Sbucavano per strada, le orribili lunghe code flessuose, dalle giunture tra muro e marciapiede. E saltavano via. Ma uno…

Nella casa dell’uomo/donna.

Per quanto riguarda l’arte contemporanea, dalle avanguardie ad oggi, dalla nascita della fotografia al venir meno dell’esigenza mimetica, il ciclo dell’empatia linguaggio-esperienza-memoria non è più fluido: il segnale non è più prestabilito ed il codice non è più prestabilito: la comunicazione diviene mistero, ermetica…

Lo sfango.

Dopo tanto tempo di faticosa prigionia, accettata, rispettata e sostenuta per il bene della collettività, sono visceralmente stanca di questa esasperata conflittuale discussione, palleggiata, tra governi e opposizioni, in generale e globale.
Sono irrimediabilmente nauseata dall’incapacità…

LE IDENTITÀ PERDUTE. Saga del Primo Fediverso.

Nell’anno 2021 della seconda era di Pandemia, agli albori del Fediverso, al tempo del Regno dei Nerd e della Prima Guerra di Secessione dal Monopolio, flotte di Bot armati percorrevano il Web a caccia di umani. Da un capo all’altro della Federazione migliaia di profili, catturati e…

La paura di Giorgio Gaber.

Non dimentico la sorpresa, dopo la vittoria del penultimo governo, tornando a casa una sera e trovando tutti gli accessi al quartiere chiusi, transennati, intorno alla piazza principale. Polizia e gente dentro e fuori, nessun perché. Calma piatta e circospetta, ho girato in tondo, cercando un varco. Poi, la porta…

No, no e no. (J. Cortázar)

Il signor Silicoso è completamente pazzo se crede che gli darò una formica. Per il momento ne chiede soltanto una, credendo di convincermi con la sua modestia, ma all’inizio (il pomeriggio del 22 novembre) ne chiedeva molte di più, voleva…

Routine.

0.45 ultima corsa. Entrò e sorrise al piccoletto meticoloso e gentile, seduto accanto a lei. Girandole di parole sostenevano le palpebre, la mente galleggiava…

Riepilogo.

Una lunga freccia di penombra dal cucinotto alla porta. Un balconcino sul mondo, un’altalena di ferro, il palazzo di fronte, giardinetti, voci di bambini…

Enigma.

Il frutto che luccica e nasconde…

Sipario.

Il vecchio falco bianco dagli occhi vispi…

Dopo.

Ma ci riconosceremo? Fresche…

Preludio.

A circa un’ora da A., passando per S., una strada serpeggiante di pini secolari arriva…

Contrasti.

Osservatrice in genere, preferisco entrare dal retro: scena-personaggi-situazione. Facile a volte scoprire i codici, altre no. Nessuno, spiega.
Espressione tra le più misteriose della cultura porteña è il bacio…

Da lontano.

…perché io sono napolitana! mi spiega, mentre si agita sulla sedia, con la sua risata scoppiettante; sono casinista, mi piace gridare, gesticolare con le mani… come gli italiani del sud! Da quando vivo qui, l’amore per il mio paese mi segue dappertutto: il tassista, il tabaccaio, il macellaio, il bancario, la cameriera, l’imprenditore, il parrucchiere, la dentista, la gente che incontro, insomma, mi dice…

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