Incontri.
E non è…
In un punto della bibliografia di cui non voglio ricordarmi, si è spiegato qualche volta che esistono scale per salire e scale per scendere; ciò che non si è detto allora è che possono esistere anche scale per andare all’indietro…
Istruzioni per salire una scala all’indietro. (J. Cortázar) Leggi tutto »
In questi giorni specialmente sento una fragilità interiore, come se stesse per traboccare, da un momento all’altro, tutto il dolore trattenuto. Sento che il mondo che conoscevo un tempo sta scomparendo e che non so cosa troverò, là fuori, quando…
La notte precedente all’apertura della lista ho sognato topi neri. Sbucavano per strada, le orribili lunghe code flessuose, dalle giunture tra muro e marciapiede. E saltavano via. Ma uno…
Per quanto riguarda l’arte contemporanea, dalle avanguardie ad oggi, dalla nascita della fotografia al venir meno dell’esigenza mimetica, il ciclo dell’empatia linguaggio-esperienza-memoria non è più fluido: il segnale non è più prestabilito ed il codice non è più prestabilito: la comunicazione diviene mistero, ermetica…
Nella casa dell’uomo/donna. Leggi tutto »
Dopo tanto tempo di faticosa prigionia, accettata, rispettata e sostenuta per il bene della collettività, sono visceralmente stanca di questa esasperata conflittuale discussione, palleggiata, tra governi e opposizioni, in generale e globale.
Sono irrimediabilmente nauseata dall’incapacità…
Non dimentico la sorpresa, dopo la vittoria del penultimo governo, tornando a casa una sera e trovando tutti gli accessi al quartiere chiusi, transennati, intorno alla piazza principale. Polizia e gente dentro e fuori, nessun perché. Calma piatta e circospetta, ho girato in tondo, cercando un varco. Poi, la porta…
La paura di Giorgio Gaber. Leggi tutto »
Il signor Silicoso è completamente pazzo se crede che gli darò una formica. Per il momento ne chiede soltanto una, credendo di convincermi con la sua modestia, ma all’inizio (il pomeriggio del 22 novembre) ne chiedeva molte di più, voleva…
No, no e no. (J. Cortázar) Leggi tutto »
0.45 ultima corsa. Entrò e sorrise al piccoletto meticoloso e gentile, seduto accanto a lei. Girandole di parole sostenevano le palpebre, la mente galleggiava…
Una lunga freccia di penombra dal cucinotto alla porta. Un balconcino sul mondo, un’altalena di ferro, il palazzo di fronte, giardinetti, voci di bambini…