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Mese: Marzo 2021

Gap.

Intuitivamente chiarissimo…

Quarto.

Resto muta conversando quando, qualcuno qui, si riferisce al proprio come al terzo mondo, contrapposto al mio. In silenzio osservo allora l’interlocutore e scopro…

Lessico.

Dopo tanto girarci intorno e per una di quelle fortuite piccolezze della vita…

Camminando

per strada, questioni pratiche, testa bassa, spalle chine, sguardo schivo. Non saluto. Dimentico di dare le carezze di quartiere, quotidiane fra vicini. Occhiali da sole…

Quattro.

Dal basso e dall’alto. Di traverso e sottosopra. In obliquo e a ondine. Sezionato…

Mitzsteri.

Avviate alcune ristrutturazioni funzionali, fatto l’inventario e sistemata ogni cosa, Mitze aveva iniziato un’altra vita, più metodica e ordinata: chiuso nella stanza più ariosa e spaziosa della casa, lavorava alla rappresentazione di Mitze. Il viso di Mitze, in calchi di ceramica…

Robinson.

Castelli bellissimi, dalle svettanti pareti luccicanti, tra le quali ci perdiamo invece noi. Sparsi, come errori necessari, tra appassionate discussioni di soft…

Sisifo.

C’era un vecchio che passava tutte le mattine, presto. Lo guardavo da lontano, affacciata al balcone. Alto, secco e nodoso, si trascinava lungo la strada…

Mine.

MINE. La lingua seconda inquina e…

riposare

respirare ascoltare senza correre a cercare la metafora la gabbia per rinchiuderci dentro la sensazione la vita il dolore forme che imprigionano paralizzano le lettere sono catene mi sento prigioniera le odio perché sono suoni …

Quarantana.

Quella-di-sotto, salsa cubana, sempre la stessa. Quello-di-sopra…

L’avversario.

Oggi il silenzio non fa rumore. Sta seduto sconcertato. Occupa uno spazio…

Come se.

Come se la rappresentazione mutasse continuamente nel momento stesso in cui la rileggo. E bisognerebbe ricominciare da capo, con l’analisi e con la descrizione. Perché…

Covid.

Ripiegata nella mente ballo tanghi cerebrali. Tracce…

Come si muore d’amore.

Sempre più fastidioso l’abuso della parola “nonni” nei media argentini. A una certa età i cittadini, privati di ogni risorsa intellettuale e sociale, si convertono in “nonni” e, soprattutto, “nostri”. Non più persone, dal preciso carattere, ma…

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