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Sisifo.

C’era un vecchio che passava tutte le mattine, presto. Lo guardavo da lontano, affacciata al balcone. Alto, secco e nodoso, si trascinava lungo la strada, lento e senza tempo. Sotto casa mia, si fermava. Accendeva una sigaretta senza filtro poi entrava nello spiazzo di cemento, fra le aiuole, verso una panca, davanti a un muro di terra. Con supremo sforzo, piano piano si piegava e, delicato, quasi si sedeva. Ma sempre, invece, piano piano si rialzava. E se ne andava.

(2020, seconda metà)

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