GODOT.

La notte precedente all’apertura della lista ho sognato topi neri. Sbucavano per strada, le orribili lunghe code flessuose, dalle giunture tra muro e marciapiede. E saltavano via. Ma uno restava, morto appiccicato all’interno di una coscia: lo scrollavo orrorizzata, in un brivido di angosciosa repulsione.
Mostri tormentosi di antiche paure affiorano dal fondo delle tenebre, alla prima luce del mattino, stremano.
Fetale mi ripiego nel calore raccolto del nido, tra le coperte agitate attendo.